Mercoledì 10 giugno si è tenuto il 9° Italy Pro Bono Day presso Hogan Lovells Italy a Roma, nell’ambito dell’ European Pro Bono Week.
Ci siamo confrontati sul ruolo del pro bono legale come strumento di formazione, crescita professionale e responsabilità sociale condivisa per avvocati, giuristi d’impresa, associazioni forensi e organizzazioni della società civile.
Ad aprire il seminario “Il ruolo del pro bono nella formazione e crescita di avvocati e giuristi d’impresa” è stato l’Avv. Claudio Visco, Presidente dell’International Bar Association, che ha ricordato come, in tempi di crisi globali, l’accesso alla giustizia resta ancora difficile da raggiungere per intere comunità di persone bisognose e vulnerabili.
Un messaggio forte, che richiama una responsabilità condivisa: il ricorso ai rimedi di legge è uno strumento potente che deve – grazie al pro bono – poter essere messo a servizio anche di chi non può permettersi un’assistenza legale remunerata: “Protect the rule of law: the rule of law will protect you”.
L’Avv. Alessandro Graziani, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma ha richiamato il valore sociale della professione forense, illustrando i presidi solidaristici previsti dalla nostra Costituzione e l’Avv. Giorgio Martellino, Presidente AIGI, ha sottolineato il crescente ruolo dei giuristi d’impresa nell’ambito dei Tavoli istituiti dalla nostra Associazione e il potenziale del pro bono all’interno dei percorsi ESG delle aziende.
Infine, il nostro Presidente, Avv. Giovanni Carotenuto, ha ricordato come il pro bono rappresenti uno strumento di realizzazione della funzione sociale dell’Avvocatura e citato ad esempio la Comunicazione della Commissione UE del novembre scorso sulla civil strategy, auspicando che sia un volano per la crescita, anche in Italia, di una cultura del pro bono capace di rafforzare l’accesso alla giustizia e la tutela dello Stato di diritto.
Nel corso della 57ª Italian Pro Bono Roundtable abbiamo dato spazio e voce a nuove organizzazioni non-profit entrate nella nostra rete (Italian Federation for Human Rights – Italian Helsinki Committee (FIDU), presentata da Eleonora Mongelli e A Sud, con Annalisa Cavallini). Elena Esposito ha poi illustrato la relazioni annuali della nostra Clearinghouse, che evidenzia la crescita del numero di richieste, soprattutto individuali, e la necessità di un allargamento della platea di professionisti volontari.
I lavori si sono poi conclusi con la presentazione del position paper “Ingresso e mobilità dei lavoratori stranieri in Europa” da parte di Mariateresa Veltri, Piergianna Manga, Tommaso Marilli e Stefania Guida, e del programma (in corso di esecuzione) CSOs’ Legal Health Check, da Giuseppe Izzo e Viola Molteni, che ha come obiettivo la prevenzione di rischi, la tenuta e il rafforzamento strutturale delle organizzazioni della società civile partecipanti.
Si è respirata un’atmosfera carica di energia positiva e voglia di fare, come dimostrato dall’ampia partecipazione sia in persona che in streaming: 50 persone che sono intervenute in sala e anche in chat, con considerazioni, commenti e anche spunti per nuove iniziative.
È linfa vitale per portare avanti la nostra sfida culturale dell’affermazione pro bono nel nostro Paese, che è ancora privo di un inquadramento giuridico proprio.
Grazie a Hogan Lovells, rappresentato da Carlo Massini, Marco Berliri ed Emanuela Cocco, per l’ospitalità e PILnet, rappresentata da Giulia Patanè per aver richiamato l’importante ruolo svolto dall’European Pro Bono Alliance (di cui la nostra Associazione fa parte) come interlocutore delle istituzioni euro- unitarie nella difesa delle democrazie continentali dal restringimento dello spazio civico voluto dai regimi autocratici.

